Biografia: Vita, storia e Signoria di Forlì
Nel gennaio del 1473 fu definito l'accordo matrimoniale che la legava a Girolamo Riario, nipote di papa Sisto IV. Il matrimonio inseriva Caterina nella rete politica che univa il Ducato di Milano alla corte pontificia e alla signoria che i Riario stavano costruendo in Romagna. Girolamo ottenne dapprima Imola e successivamente Forlì, città alle quali la vicenda di Caterina sarebbe rimasta strettamente legata.
Da Milano a Roma e alla Romagna
Negli anni successivi Caterina visse tra Roma e i territori governati dal marito. Alla morte di Sisto IV, nell'agosto del 1484, la posizione politica dei Riario divenne particolarmente delicata. Caterina partecipò direttamente alla difesa degli interessi familiari durante la crisi seguita alla morte del pontefice.
La coppia si stabilì quindi stabilmente in Romagna. Forlì e Imola costituirono il centro della loro signoria, inserita però in un sistema politico molto più ampio, nel quale continuarono ad avere un ruolo decisivo Milano, Firenze, Venezia e lo Stato della Chiesa.
L'assassinio di Girolamo Riario
Il 14 aprile 1488 Girolamo Riario fu assassinato a Forlì durante una congiura.
Caterina riuscì a raggiungere la Rocca di Ravaldino, dalla quale organizzò la resistenza e attese l'arrivo degli aiuti provenienti dagli alleati. La crisi si concluse con la sconfitta dei congiurati e con il ripristino del governo dei Riario Sforza.
Da quel momento Caterina esercitò il governo come reggente per il figlio Ottaviano Riario.
Questo episodio sarebbe poi diventato uno dei nuclei principali della costruzione leggendaria della sua figura. Cronache e scrittori successivi contribuirono infatti a trasformare Caterina in un personaggio emblematico, sovrapponendo progressivamente alla documentazione storica una tradizione narrativa destinata a durare nei secoli.
Il governo di Forlì e Imola
Negli anni successivi Caterina esercitò un ruolo diretto nel governo dei propri territori.
La sua attività riguardò l'amministrazione della signoria, i rapporti diplomatici e il rafforzamento delle difese di Forlì e Imola.
Le fonti documentano anche il suo interesse per opere artistiche e religiose e per l'adeguamento delle strutture militari delle due città.
La politica della signoria rimase tuttavia fortemente condizionata dagli equilibri tra le maggiori potenze italiane e dai continui mutamenti delle alleanze che caratterizzarono gli ultimi decenni del Quattrocento.
Giacomo Feo e Giovanni de' Medici
Dopo la morte di Girolamo Riario, la vita privata e politica di Caterina rimase strettamente intrecciata.
Il rapporto con Giacomo Feo, assassinato nel 1495, ebbe conseguenze rilevanti negli equilibri interni della corte forlivese.
Successivamente Caterina si legò a Giovanni di Pierfrancesco de' Medici, detto il Popolano, che sposò segretamente. Dalla loro unione nacque nel 1498 Giovanni de' Medici, destinato a diventare celebre con il nome di Giovanni dalle Bande Nere.
Attraverso Giovanni dalle Bande Nere, Caterina entrò così anche nella linea genealogica dalla quale sarebbe nato Cosimo I de' Medici, futuro duca di Firenze e granduca di Toscana.
Cesare Borgia e la caduta di Forlì
Alla fine del Quattrocento il quadro politico italiano cambiò radicalmente.
Papa Alessandro VI Borgia sostenne l'espansione territoriale del figlio Cesare Borgia, che avviò la conquista delle signorie della Romagna.
Imola cadde nel 1499. Caterina organizzò invece la difesa di Forlì e soprattutto della Rocca di Ravaldino, dove oppose resistenza alle forze borgiane.
La fortezza capitolò nel gennaio del 1500. Caterina fu fatta prigioniera e condotta a Roma. Dopo la liberazione raggiunse Firenze, dove trascorse gli ultimi anni della propria vita.
Gli ultimi anni
A Firenze Caterina continuò a occuparsi degli interessi familiari e dei figli.
Morì il 28 maggio 1509.
La sua figura rimase legata non soltanto alle vicende politiche della Romagna, ma anche agli interessi che aveva coltivato nel campo della medicina, della cosmesi e delle preparazioni pratiche e alchemiche.
A Caterina è infatti legata la raccolta conosciuta come Experimenti, un insieme di ricette medicinali, cosmetiche e tecniche che costituisce una testimonianza significativa della cultura pratica del Rinascimento.
Caterina Sforza tra storia e leggenda
La figura storica di Caterina Sforza è stata progressivamente accompagnata da una consistente tradizione letteraria e storiografica.
Particolare importanza ebbero gli scritti di Niccolò Machiavelli, che la incontrò personalmente durante una missione diplomatica a Forlì nel 1499 e la ricordò successivamente in diverse proprie opere.
Da queste e da altre testimonianze nacque nel tempo l'immagine della donna guerriera, della “Tigre di Forlì” o della “Leonessa di Romagna”.
La ricostruzione storica della sua vita richiede tuttavia di distinguere gli avvenimenti documentati dalle interpretazioni e dalle narrazioni elaborate successivamente.
CaterinaSforza.com nasce proprio con questo obiettivo: raccogliere documenti, studi e approfondimenti che permettano di ricostruire la figura di Caterina Sforza nel contesto politico e culturale dell'Italia del tardo Quattrocento.



